Sunday, March 11, 2007

Uhm....

E’ un periodo difficile: scuola, scuola e tanto stress. Sono stata ammalata, io che non mi ammalo mai…! Ho avuto di che piangere e qualche linea di febbre, che mix d’allegria… Adesso posso dire di essere a metà del lavoro, ancora una settimana, forse meno, e potrò dire di aver “finito”.
La cosa brutta di questo periodo è che sto mentendo spesso. Mento a mia madre sul fatto che sto con un ragazzo meraviglioso (o per lo meno… Lo tengo nascosto), mento per stare a casa e saltare una giornata di scuola per via di un compito (ritrovandomi inculata la settimana dopo perché magari me ne mettono 3), mento a me stessa… E poi mi ammalo. Incredibile… forza di volontà o miracolo? Poi di sto periodo stanno succedendo molte cose, troppe cose… penso alla mia estate: londra, due settimane con l’amica più cara… forse un lavoro, per tirare su qualche soldo… forse la patente, o un tentativo di… tanti forse, troppi, che una volta non avrei contato come “forse”, ma avrei visto come bellissime opportunità… adesso, soverchiata dal numero di compiti in classe (bravi, fottuti professori, ordinate così le nostre settimane d’inferno), dallo stress e dalla paura di essere triste, di piangere non ho nemmeno voglia di pensarci, di fare un sorriso. Le settimane si susseguono pesanti ma stranamente veloci; mi sembra fosse ieri gennaio, il pignarul di Ara visto il 6… Mi sembra fosse ieri quando ho detto “ti amo” al moroso, mi sembra fosse ieri l’ultima volta che ho pianto. Sto male, sono fatta male…sono ambiziosa, voglio arrivare ad alti, altissimi risultati, e sono gelosa dei successi degli altri … è dura e brutto da dire,ma non è giusto… io ce la metto tutto, ci metto me stessa e forse sbaglio, forse la scuola non è tutto e non puoi andare avanti sperando di avere il voto più alto per aver il cuore in pace. Forse… un altro forse che si aggiunge. Ma io da ambiziosa e amante della buona riuscita delle imprese in cui mi imbarco non smetto di studiare (male) e continuo a stressarmi, a perdere le notti, a mentire sull’orario della mia messa a letto.. sono stufa davvero. Scrivo in uno di quei rari momenti in cui non sono troppo preoccupata per la mia situazione scolastica futura. Avrò un’interrogazione di filosofia, per quanto possa avere studiato (e ho studiato…) quella troia mi metterà 6, perché nel primo quadrimestre avevo 6 e lei guarda gli ultimi voti presi… grazie al cazzo. Prof, non mi vuole “dare fiducia” come a silvestri? Io non sono “una certezza” come silvestri? Vaffanculo, sei un insulto all’insegnamento e alla correttezza e all’uguaglianza. Similmente, il fatto che tu mi metta 6 con tutto quello che studio è un insulto a me, al mio studio e ai miei voti. Vaffanculo, se c’è un motivo per cui non rimpiangerò la Percoto sei tu. Poi ho paura. Paura che la mia tristezza, la mia negatività allontanino le persone che amo e a cui voglio bene (come è già successo in precedenza). ora io lo so che quando sono scontrosa ho “uno sguardo che fa cagliare il latte”, ma è anche vero che sono umana e quando le persone si allontanano da me io soffro… ci vorrebbe il tempo di un’autoanalisi, ma i tempo non c’è, devi solo chinare il capo, e ancora, per studiare, studiare, studiare, finché non senti un cerchio di fuoco stringerti la testa, e qualcosa di bollente e bagnato scendere lungo la guancia, e non senti arrossarsi lo sguardo, le palpebre calare… fatelo per 5 giorni, poi venite a dirmi come si sta. Vaffanculo, un po’ a tutti, e un po’ a niente. Se non avessi amici fantastici, forza di volontà e motivazione ed un moroso la cui pazienza verso di me rasenta la pazzia (gh), sarei male, starei molto peggio di come non sto. Penso con tristezza all’estate passata , e con ansia a quella che ha da venire… arriverà il sole, dai.
chiara